vista aereaNella seconda metà del 1500, dopo aver consolidato i confini occidentali, in seno alla Repubblica di Venezia si iniziò a pensare di realizzare una grande fortezza a difesa dei confini orientali allo scopo di proteggersi dalle mire espansionistiche dell'Austria e dalla continua minaccia delle orde ottomane.

Il pensiero non fu unanimemente condiviso, in quanto molti membri del
Senato ritenevano le terre del Friuli una zona cuscinetto abbastanza ampia da permettere, in caso di invasione, l'organizzazione per tempo di una linea difensiva sul fiume Livenza, tantè che suggerirono di fortificare città come Oderzo, Motta e Sacile ad un costo sicuramente inferiore rispetto alla costruzione di una fortezza ex novo.

Il 15 dicembre del 1583 il Senato conferì a Marc'Antonio Barbaro l'incarico di recarsi in Friuli per risolvere definitivamente, con l'ambasciatore austriaco, la decennale questione dei confini orientali.

Il Barbaro aveva per missione anche un secondo scopo segreto, quello di trovare nella pianura friulana i punti stratecigi dove erigere delle fortificazioni.

Dieci anno dopo fu presa la decisione ed inviata nella Patria del Friuli una delegazione con cinque Provveditori (tra cui il Barbaro) ed uno stuolo di uomini d'arme ed ingegneri militari.

Arrivarono nel Castello di Strassoldo il 5 ottobre 1593 e lavorarono per undici giorni consecutivi fino al tracciato completo della nuova fortezza tra i villaggi di Palmada, Ronchis e S. Lorenzo a 12 miglia a sud di Udine ed a ridosso del confine Austriaco di Visco.

Il disegno originale fu di Giulio Savorgnan, Generale d'artiglieria e Soprintendente all'Ufficio delle Fortificazioni di Venezia ma in corso d'opera subì diverse modifiche.

Per giorno di fondazione fu scelto il 7 ottobre, ricorrenza della vittoriosa battaglia di Lepanto (1571) e di Santa Giustina patrona di tutti i domini veneziani, a battezzare la fortezza con il nome di Palma, quale simbolo di vittoria, fu Marc'Antonio Barbaro primo Provveditore Generale.

Alla realizzazione della prima cinta muraria occorsero dicannove anni di lavoro impiegando oltre quattromila uomini ed il riassetto durò più di un secolo a causa dei continui crolli del terreno riportato.

Per portare il fossato fino la pelo dell'acqua risorgiva si dovettero scavare 65 mila metri cubi di terra e per portare i baluardi alla giusta altezza occorsero 120 mila metri cubi di ghiaia e buon terreno.

Per due secoli fu considerata la miglior piazzaforte d'Europa tantè che i Turchi non si fecero più vedere e l'Austria abbandonò le mire espansionistiche.

Nel '700 ed '800 seguì le sorti della Serenissima Repubblica, passando più volte dai Francesi all'Austria e viceversa fino al plebiscito del 21-22 ottobre 1866 quando venne annessa definitivamente al Regno d'Italia.

Palmanova fu dichiarata monumento nazionale nel 1960 e rimane un esempio unico, fra i pochi ancora esistenti nella sua integrità, di città fortezza ed al contempo città rinascimentale urbanisticamente ideale.

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