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La Loggia della Gran Guardia, adiacente al Palazzo Generalizio, era la sede del Tamburo Maggiore, il quale proclamava i bandi e gli alabardieri al servizio personale del Generale.

Nella parte posteriore aveva sede il corpo di polizia dei Cappelletti.

All'angolo di Contrada Savorgnan, la loggia raddoppia in altezza a formare, su disegno dell'Arch. Zanini, il Monumento ai Caduti per la Patria (1924).

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Il Corpo di Guardia si trova in prossimità di Porta Aquileia, le tre arcate in prossimità dell'ingresso indicano una antica postazione (1666) con le effige delle famiglie Contarini, Donato e Zane.

A ridosso la base della prima polveriera della fortezza costruita nel 1595 da Giulio Mocenigo.

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Il Palazzo dell'Arsenale, con la sua poderosa mole, fu costruito a più riprese dai vari Provveditori come attestato le incisioni presenti sulla facciata: A. Grimani 1616, G. Nani 1626, P. Lion 1630.

Dopo il devastante incendio (1917), durante la Prima Guerra Mondiale, l'ala che da su Via Lion fu ridotta da tre a due piani.

E' stato sede della Caserma "Montezzemolo" fino alla sua completa dismissione.

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La Caserma Monte Santo fu edificata, assieme ad altre due, in epoca francese su volere di Napoleone in quanto le originarie caserme veneziane erano troppo esposte al fuoco d'artiglieria d'oltre mura.

E' in pietra viva e seminterrata nel bastione, inoltre  chiude l'accesso al baluardo di sinistra di Porta Udine.

Le altre sono analoghe e posizionate alla fine di Contrada Donato e Contarini.

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Napoleone fece distruggere le originarie polveriere veneziane, circolari con cupola in piombo, e fece erigere le attuali.

Si trovano alla destra di ogni Porta alla fine di Contrada Barbaro, Garzoni e Foscarini e ne prondono il nome. Quest'ultime due sono oggi destinate a spazio espositivo.

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I quartieri militari furono edificati agli inizi del 1600 per dare alloggio adeguato alle truppe e risolvere il problema di fiacchezza ed indisciplina dei "casalini", militari che si rifiutavano di dormire in baracche umide e fatiscenti ed alloggiavano presso famiglie civili, spesso conducendo vita oziosa con signorine compiacenti.

Ne furono progettate 18 ma completate 12, sono strutture rettangolari a due piani con scale esterne, si trovano a ridosso della cinta muraria lungo la strada chiamate delle milizie.

Oggi alcune di queste, restaurate o ben conservate sono adibite a magazzini o abitazioni civili.

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modulo fasi

Palmanova venne costruita su un modulo triangolare ripetuto su 9 volte avente per base (AB, corrispondente alla cortina) la misura di 200 passi veneti (340 ml) e come raggio (BC o ipotenusa) 291 passi (494,7 ml).

Tali misure non furono casuali ma frutto di studi  dati dalla gittata dei cannoni dell'epoca, infatti dai baluardi si poteva avere una copertura di fuoco pressochè uniforme su tutto il perimetro.

Inoltre, sulle misure del modulo, si ricavarono anche quelle dei baluardi.

La cinta difensiva delle mura si svolse in tre distinte fasi:

1° fase 1593-1613, movimento terra con scavo del fossato ed innalzamento bastioni, costruzione muri di contenimento delle cortine e baluardi;

2° fase 1655-1683, in seguito all'evoluzione delle armi da fuoco ed all'aumento della gittata dei cannoni furono costruiti i rivelini a protezione della cortina e delle tre porte;

3° fase 1805-1809, epoca napoleonica, costruzione della spianata e lunette con casematte.

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